ESCLUSIVA ICF – Mister Recenti: “Orgoglioso del Ravenna: stagione assoluta”

Il Ravenna Women è stato grande protagonista del campionato di Serie B. Un terzo posto meritato, dietro soltanto alle corazzate Pomigliano e Lazio, arrivato grazie al lavoro di una squadra giovanissima guidata dal suo leader. Il mister Alessandro Recenti, in esclusiva ai microfoni di Ilcalciofemminileicf.com, si è raccontato sulla stagione attuale, sul calcio in generale a 360° e sulle sue prospettive e ambizioni future. (parte prima)

L’INTERVISTA

Mister qual è bilancio di questa stagione? Qual è stata l’emozione più grande? C’è anche qualche rimpianto?

L’annata è stata più che positiva: siamo andati oltre i pensieri iniziali. Abbiamo sognato la serie A ma Lazio e Pomigliano hanno dimostrato di essere le migliori e sono state promosse in maniera più che meritata. Il Pomigliano ha avuto grande continuità, con filotti importanti. La Lazio ha mostrato una rosa di altissimo livello ed è venuta fuori con la sua forza. Noi – con la rosa più giovane della B e tantissimi problemi legati al Covid (due quarantene: una da 30 giorni, l’altra da 15) – abbiamo fatto un qualcosa di livello assoluto: stare 45 giorni a casa (con lo stop assoluto) non è roba da poco. Di questo gruppo non posso avere rimpianti, abbiamo dato tutto e sono felice di aver allenato questa squadra.

Cosa l’ha resa più orgoglioso? Magari il legame con lo spogliatoio?

C’è un legame importante con lo spogliatoio: le ragazze mi hanno seguito fin dall’inizio: sia le più di esperienza (come il capitano Cimatti, piuttosto Greppi e Picchi) ma anche con le più giovani che subito si sono inserite bene nel gruppo.

Cosa ha imparato da questa stagione?

Ho imparato giornalmente da queste ragazze. Ho accresciuto continuamente la mia cultura del lavoro: abbiamo fatto 210 allenamenti e ho imparato che nel femminile “Più dai e più ricevi”. Io e il mio staff abbiamo lavorato tantissimo e ricevuto ancora di più.

Quali differenze ci sono tra maschile e femminile nella preparazione di una partita, nel rapporto con lo spogliatoio.

Nella preparazione della partita non cambia nulla: per tutto l’anno abbiamo preparato le partite e abbiamo sempre studiato l’avversario (video analysis e video report settimanalmente) come ho sempre fatto nel mio passato nel maschile. In merito allo spogliatoio ho puntato su una comunicazione efficace, educata onesta e mirata, cercando di tirare fuori la personalità. L’onestà e l’essere molto diretto con le ragazze è valore aggiunto nel calcio femminile.

Che modulo secondo lei è migliore per una squadra femminile a partire dal suo Ravenna?

Quest’anno abbiamo utilizzato almeno quattro sistemi di gioco – di cui soprattutto il 4-3-3 e 4-3-1-2 in maniera più marcata. Al di là del sistema il tutto dipende sempre dalle caratteristiche tecniche delle ragazze: in base a ciò si costruisce il sistema e non il contrario. Non credo ci sia un modulo predefinito sempre: ogni allenatore, poi, chiaramente ha il suo sistema di gioco preferito ma si costruisce attorno alle ragazze. A me piace molto il 4-3-3 e in passato ho lavorato con due tecnici che applicavano il 3-5-2 con un lavoro importante sulle due fasi. Mi è piaciuto il fatto che le ragazze si siano applicate di partita in partita: per un allenatore è importante poter variare e che ci sia la disponibilità dall’altra parte.

Quali sono i pregi di avere una rosa giovane?

Pregi: avere una rosa giovane significa avere ragazze che vogliono capire e imparare ogni giorno. Contro il Pomigliano, per esempio, ha esordito Victoria Jaszczyszyn (2003, cresciuta nel settore giovanile del Ravenna): di sicuro nei prossimi anni continuerà a farsi valere. Noi lavoravamo per reparti e con una rosa giovane c’è stata una continuità di crescita e miglioramento. Quest’anno avevamo una squadra giovane e l’esperienza la si fa giocando. Per il prossimo anno potrebbero continuare a fare bene perché hanno maggiore esperienza e vederle crescere è bellissimo. Difetti: forse ogni tanto manca un po’ di personalità ed esperienza di categoria che hanno giocatrici di 30-32-34 anni le quali sanno come affrontare certi tipi di partite. Magari squadre con giocatrici internazionali come Lazio e Pomigliano (Lipman, Cuschieri, Martin, le inglesi del Pomigliano) partono con un leggero vantaggio. Allo stesso tempo, però, noi abbiamo avuto 12 ragazze che sono andate a segno: questo dimostra il lavoro che è stato svolto.

Quale è stata la partita più pazza dell’anno?

Vincere al 92’ contro il Pomigliano, che ci ha detto nel recupero di essere certi del 3° posto, è stato emozionante. La vittoria (1-0) con la Lazio è stata di grande sofferenza ma abbiamo reagito colpo su colpo. Dopo la sconfitta Pomigliano in gennaio abbiamo fatto bel periodo vittorie Cesena-Lazio-Chievo e qui c’è stata una gran risposta delle ragazze. Questa più che una partita è stato un filotto di grande reazione e ripartenza.

Photo Credit: Instagram “Alessandro Recenti”

di Emanuele Landi e Luca Bendoni

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