ESCLUSIVA ICF – Cesena, Pignagnoli: “Io, mamma in campo, ho firmato il rinnovo in gravidanza”

Una lunga carriera ai vertici del calcio femminile, quella di Alice Pignagnoli, 32enne oggi portiere del Cesena in Serie B, assistita da FTA. Nel corso della scorsa stagione l’inaspettata notizia della sua gravidanza la costringe ad uno stop e a ripensare momentaneamente alle sue priorità: “A novembre 2019 ho scoperto di essere incinta e ho dovuto lasciare il campo. Era una notizia che non mi aspettavo: appena l’ho saputo sono andata nel panico. Istintivamente come prima cosa ho chiamato la nostra presidentessa piangendo. Lei mi ha rincuorato: diceva di non preoccuparmi, dato che era una bellissima notizia quella di diventare mamma” spiega Alice a IlCalcioFemminileICF.com.

Supportata dalla società, l’ultimo passo è stato comunicarlo alla squadra: “Alla festa di Natale, quando ormai le scuse non reggevano più in seguito ad un periodo lontana dal campo, l’ho comunicato alle compagne. Mi sentivo in colpa per averle abbandonate. Invece il gruppo ha accolto molto bene la notizia e mi hanno promesso di raggiungere la salvezza per me. Da quel momento ho capito che già iniziava il mio percorso di rientro post-parto”.

Situazione agli antipodi rispetto a quella di Lara Lugli, la pallavolista citata in giudizio dalla sua ex squadra per aver richiesto una mensilità che le spettava: “Quando ho letto la notizia sono rimasta sconvolta. Speravo che dopo la mia storia non si sarebbero più verificate ingiustizie, ma ad un anno di distanza è successo questo. Serve un cambiamento: prima che nel calcio e nello sport femminile, vorrei vederlo nelle persone, se c’è ancora qualcuno che pensa legittimo citare per danni una donna perché è rimasta incinta qualcosa non va, è evidente. La maternità va tutelata e rispettata: c’è ancora tanta strada da fare anche a livello culturale”.

Per quanto riguarda il calcio, nel caso per ora quasi unico di Alice, la società è stata dalla sua parte: “La Federazione aveva consigliato alla società di rescindere il mio contratto. E così abbiamo fatto, consensualmente. Però non mi hanno mai lasciata sola: da dicembre a giugno, il Cesena mi ha tenuto al seguito della squadra, pagandomi i rimborsi per le trasferte”. Nel mercato estivo poi il gesto importante: “Hanno deciso di confermarmi nonostante fossi nel pieno della gravidanza”. Rinnovo di contratto immediato e continua assistenza medica. “Avrebbero potuto pagarmi soltanto dal mio rientro in campo, e invece già dal primo di agosto ho percepito lo stipendio, come una qualsiasi giocatrice infortunata”.

Dalla sua situazione, la federazione ha preso esempio per regolamentare i casi di gravidanza nel calcio femminile: “Abbiamo fatto la storia, in un certo senso. Quel che il Cesena ha fatto con me deve essere preso d’esempio da molti club. Infatti poi grazie all’AIC e alla figura di Katia Serra, da quest’anno il contratto di calciatrice prevede che gravidanza non significhi risoluzione contrattuale, ma che l’atleta sia retribuita anche se non garantisce prestazioni. I club possono così capire che continuare ad investire su una calciatrice in un momento così importante della sua vita può portare benefici importanti successivamente”.

Già, perché Alice ha dimostrato che con lavoro e dedizione si può tornare in campo a soli 100 giorni dal parto: “Il mio rientro è arrivato in Coppa Italia, nell’importante sfida contro il Milan (secondo in Serie A, n.d.r.). Nel riscaldamento ero molto nervosa: mi sono resa conto che l’anno di lavoro che avevo passato era tutto lì. Il dottor Zavalloni e il suo staff mi hanno seguita in modo accurato, ho fatto tutto quello che mi hanno chiesto per tornare in forma in tempi record: che fosse mangiare cipolle rosse scondite a colazione o fare esercizio ogni giorno, nonostante la stanchezza e le difficoltà. Così prima di quella partita mi sono fermata un istante e mi sono detta di giocare serena e godermi il viaggio. L’ho vissuta come se fosse passata una settimana e non un anno dall’ultima volta. Ora mi sento meglio che prima della gravidanza, la mia determinazione ha ripagato me e la mia squadra in questo percorso”.

Così ora il suo Cesena può sognare in grande: “Da squadra che lotta per la salvezza siamo passate al secondo posto e proveremo a giocarcela fino all’ultimo per la promozione in Serie A. Lo spogliatoio è unito e mia figlia, prima delle partite, viene con me nella villa dove ci ritroviamo ed è contesa dalle compagne, che la prendono e giocano con lei. Abbiamo dimostrato che essere un’atleta-mamma è bellissimo”. Alice e la sua storia: questa è la strada da seguire.

A cura di Luca Bendoni e Paolo Borella

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