ICF – Clelland-Marinelli: momenti differenti per giocatrici che fanno la differenza

Fiorentina – Inter è il terzo ritorno dei quarti di Coppa Italia. Una partita equilibrata, finita 1-0 per le viola. Un gol vittoria quasi “casuale” che mette in discussione il passaggio delle nerazzurre ma che non basta.

L’Inter scende in campo con carattere. Le milanesi sono forti del risultato dell’andata e ben consapevoli che l’obiettivo è vicino. Bisogna tenersi stretto il risultato e così fanno. Le ragazze di Cincotta, dal canto loro, sanno quanto decisivo possa essere approdare in semifinale, in una stagione finora “di transizione” e abbastanza deludente. Il campo parla d’altro però. Una Fiorentina poco cinica, spesso imprecisa, che fatica ad arrivare sotto porta e non concretizza. L’aver sbloccato il risultato non cambia la gara. L’Inter resiste stoicamente e puntualmente riparte con un giro-palla veloce ed efficace. La differenza la fa Gloria Marinelli. E non è di certo la prima volta.

Gloria Marinelli
Foto da inter.it

Rapida, chirurgica, ogni pericolo passa dai suoi piedi. “Divora” la fascia e impensierisce più di una volta Schroffenegger, guadagnando anche una punizione interessante, mal sfruttata da Rincon. Unico fenomeno inspiegabile, la mancata chiamata della CT Milena Bertolini. Esattamente dalla parte opposta, lo spiraglio di luce viola però c’è e ha il nome di Lana Clelland.

Lana Clelland
Foto da BBC.com

La scozzese vive un momento ben diverso rispetto alla sua collega nerazzurra. Trova poco spazio e si è sovente parlato di un suo imminente saluto a Firenze. Ciononostante, subentra nel secondo tempo e cambia totalmente l’inerzia della partita. Fornisce svariati passaggi “comodi” alle compagne, sembra essere fra le poche a crederci fino alla fine, lottando con grinta su ogni pallone. Non può che portare la sua firma l’occasione più ghiotta di raddoppio per la Fiorentina.Incredibilmente sfortunata, centra in pieno il palo sull’uscita del portiere. Beatrice Merlo salva poi miracolosamente sulla linea un gol già fatto. Un intervento che vale una semifinale.

E alla prossima fermata, sarà ancora derby.

di Chiara Dell’Estate

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